TURN ON MY LIGHT

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Il cortometraggio è organizzato in quattro episodi, ognuno diverso dall’altro per stile e contenuto.

DICKSON – The Search For The Unexpected: affascinato dal Padiglione di Venezia, Dickson sviluppa un soggetto che parla di vino d’uva e vino di palma. Il vino di palma è una bevanda molto importante e tradizionale per i nigeriani dello Stato del Delta. Dickson sa pochissimo del vino italiano e vuole scoprire cosa sia veramente. Allo stesso tempo, vuole che gli italiani conoscano meglio il suo caro vino di palma. Chiede quindi ai suoi amici e familiari nigeriani di parlare del vino di palma e intervista persone di Venezia sul vino d’uva. Lingua: Inglese.

ZUBAIDA – My Masks Are Yours: dopo aver visitato il Padiglione tedesco, Zubaida prova forti emozioni, che le ricordano la sua condizione umana. Decide allora di indossare una maschera veneziana e di andare in mezzo alla folla di turisti. I turisti sono apparentemente felici e si godono la città, cosa che lei sente di non poter fare. La folla qui rappresenta le persone che non si preoccupano veramente degli emarginati e si godono la vita dimenticandosi delle loro condizioni. Con una maschera addosso, Zubaida cammina per Venezia e osserva la realtà, consapevole questa volta di essere osservata a sua volta. Alla fine, si rende conto che le maschere non hanno la stessa qualità e non sono così facili da trovare. Lingua: Inglese.

QIUXIANG – The Freedom You Deserve: Qiuxiang non sa parlare molto bene né l’inglese né l’italiano, quindi non può comunicare con gli altri. Tuttavia, questo non le impedisce di voler realizzare un cortometraggio sulla sua lotta per riprendersi la propria dignità. In Cina non era libera di praticare la sua religione. Poi, vuole mostrare la sua libertà di credere in Dio qui in Italia, anche se non è del tutto libera dall’incubo del suo passato. Un interessante ibrido tra fiction e documentario basato sulla persecuzione e la redenzione. Lingua: Cinese.

AKAM e LAMIN – We Are the Same: Akam e Lamin hanno la musica nelle vene. Dopo aver visitato il Padiglione francese e il Padiglione degli Stati Uniti, iniziano a produrre insieme una canzone rap. Akam ha un forte legame con la musica, poiché suo padre è un musicista. Lamin, invece, non può vivere senza rappare ed è attratto dal modo in cui l’artista del Padiglione americano rappresenta l’emarginazione delle minoranze e della comunità nera in particolare. Alla fine, Akam e Lamin si uniscono per produrre una canzone rap e un videoclip sulla memoria e la discriminazione. Lingua: Curdo, inglese, wolof.

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